Gli incisori e il mercato delle stampe nel Viceregno di Napoli (1656-1734)
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| Award date | 15-12-2023 |
| Number of pages | 196 |
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Il presente studio analizza la produzione, ricezione e collezionismo di stampe nel Viceregno di Napoli tra il 1656 e il 1734. Nel 1656 la peste eliminò due terzi della popolazione, causando l’arresto di numerosi settori produttivi, compreso quello delle stampe. Con l’estinguersi del morbo e l’arrivo di nuove leve il sistema riuscì rapidamente a riavviarsi. Dal momento che la richiesta di stampe crebbe in maniera esponenziale, il numero di incisori, soprattutto stranieri, aumentò notevolmente. L’attenzione si concentrò soprattutto sulla produzione di illustrazioni editoriali, alla quale collaborarono anche diversi pittori. La collaborazione tra pittori e incisori a quelle immagini divenne sempre più intensa, come nel caso di Francesco Solimena, che una volta affermatosi, indirizzò alcuni dei suoi allievi, tra i quali Giuseppe Magliar e Antonio Baldi, alla produzione di stampe. Particolare attenzione è dedicata allo sviluppo e all’organizzazione delle botteghe incisorie nella città. La tesi analizza ulteriormente le relazioni professionali occorse tra queste botteghe: progetti editoriali svolti in cooperazione, il passaggio di proprietà di matrici, libri o stampe, la vendita di materiali. L’ultima parte della tesi è dedicata al mercato di stampe e al collezionismo, evidenziando il ruolo del mercante d’arte fiamminga Gaspar Roomer come collezionista e rivenditore di stampe e libri e la fondamentale collezione di stampe posseduta dal pittore Giacomo del Po. Infine, il lavoro analizza il ruolo del biografo napoletano Bernardo de Dominici come conoscitore, collezionista di stampe e intermediario.
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| Document type | PhD thesis |
| Language | Italian |
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